Dining
Ogni piatto ha la sua storia. Storia che viene raccontata attraverso ingredienti della nostra Madre Terra. Loro parlano e lo fanno in modo quieto, attraverso sapori dolci e salati, attraverso note aspre e delicate. Lumìa restaurant, vuole essere un racconto della Sicilia che ripercorre millenni di storia e di tradizione. Ogni abbinamento nei piatti racconta di un tempo presente o passato in cui riecheggiano la semplicità, la raffinatezza e il valore della materia prima. Ogni boccone vi avvicinerà alla comprensione del cuore della cultura siciliana. La materia prima rappresenta il cuore pulsante della cucina di Lumìa. Ingredienti selezionati con cura, provenienti da produttori locali e da coltivazioni biologiche, che rispettano i cicli naturali
della terra e il valore della stagionalità. Verdure dell’orto di Passo Ladro, agrumi raccolti a piena maturazione, olio extravergine e prodotti del territorio diventano così espressione autentica della Sicilia più vera, trasformandosi in preparazioni capaci di esaltare la qualità senza sovrastrutture.
Lumìa Restaurant è disponibile agli ospiti esterni su prenotazione.
Lunch 12:30 – 15:00
Dinner 19:00 – 22:00
Lumìa Restaurant nasce come spazio di incontro tra cucina e territorio, dove ogni piatto racconta la storia dei prodotti e delle persone che li coltivano.
Alla guida della cucina, Chef Gabriele Camiolo, che dedica ogni giorno attenzione alla scelta e alla raccolta delle materie prime direttamente dai nostri orti e dai campi di Passo Ladro.
La ricerca della qualità e della stagionalità è al centro del lavoro di Lumìa: ortaggi, erbe aromatiche, frutti e prodotti locali diventano ingredienti principali di piatti che rispettano la natura e valorizzano i sapori autentici della Sicilia. La cucina dello Chef non si limita alla preparazione dei piatti, ma racconta un percorso che unisce territorio, stagionalità e saperi artigianali, trasformando ogni esperienza a tavola in un momento di scoperta.








La convivialità, per noi, non è un concetto astratto ma un gesto semplice: sedersi insieme a tavola e condividere un momento vero. È da questa idea che nasce A Convivial Dinner, il nostro evento signature, pensato come una celebrazione dello stare insieme. Un’unica tavolata, il tempo che scorre senza fretta, le portate che arrivano e aprono conversazioni, incontri inaspettati che diventano ricordi. Ogni cena si distingue per il suo menu “blind”: lo chef, ogni mattina, osserva cosa offre l’orto e decide in quel momento quali ingredienti e combinazioni proporre.
Questo approccio celebra la stagionalità, la freschezza e la creatività del giorno, rendendo ogni serata unica e irripetibile. Ogni portata diventa così una scoperta, un racconto della Sicilia contemporanea e delle sue materie prime, da vivere e condividere insieme agli altri ospiti. Crediamo che la cucina trovi il suo senso più profondo quando diventa occasione di relazione. A Lumìa, ogni cena è un invito ad aprirsi, ad ascoltare, a partecipare. Perché la bellezza del cibo si compie davvero solo quando è condivisa.








“La mia cucina non nasce tra i fuochi, ma tra i solchi della terra. Sono figlio di una Sicilia che profuma di polvere, di timo selvatico e di pietre scaldate dal sole. Per me, cucinare a Dimora delle Balze significa restituire voce a un territorio che non ha bisogno del mare per essere immenso. Crescere negli Iblei significa comprendere il valore del tempo e della sottrazione. Il mio percorso è un ritorno consapevole alle radici, dove l’ingrediente Organic non è una definizione tecnica, ma un atto di rispetto. Ho scelto di guardare verso l’entroterra, dove la biodiversità dei grani antichi, l’asprezza della cenere e la purezza degli agrumi disegnano
Un paesaggio gastronomico autentico e dirompente. La mia è una cucina di memoria e tradizione, avanguardia vegetale. Credo fermamente che un carciofo cotto nella sua cenere o il profumo di un limone possano raccontare la Sicilia con la stessa nobiltà di un ingrediente raro. Nel mio menù, il pesce cede il passo alla complessità della terra: una scelta di campo che celebra l’identità rurale, la sostenibilità e la verità della materia prima. Ogni piatto è un frammento di questo paesaggio. Benvenuti nella mia visione degli Iblei”.
Gabriele Camiolo